Sorridere è vivere come un'onda

"Perché dovremmo guardare al passato per prepararci al futuro? Perché non c’è nessun altro posto in cui cercare." Mi chiamo Riccardo. Studio Lettere, amo le tragedie greche, la storia, l'arte. Leggo con passione soprattutto opere di letteratura italiana del '900. Nel mio Olimpo: Morante, Silone, Pavese. Adoro viaggiare e visitare città e musei, nel mio cuore ho in particolare Parigi, Firenze, Ravenna e Verona. Don't worry, ho pure una vita sociale e ho i miei momenti di follia. Au revoir.

“We think we are giants, but we are not even dust in God’s eye”

missing December (Verona)

“Il fatto era questo: che di tutti gli innumerevoli minuti che componevano il nostro passato comune, io, rivedendola, ne ricordavo uno solo: quello in cui l’avevo baciata.”

—   L’isola di Arturo, Elsa Morante
Paris, 2013

“Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma. Ci colpiscono degli altri le parole che risuonano in una zona già nostra – che già viviamo – e facendola vibrare ci permettono di cogliere nuovi spunti dentro di noi.”

—   C. Pavese
Arresto di Cristo, Libro di Kells, inizi IX secolo

Arresto di Cristo, Libro di Kells, inizi IX secolo


Quanto può esprimere una scena come questa. E mi sconvolge fermarmi a riflettere che tutta questa carica-tensione-pathos è espressa dalla pietra. Fatta, o meglio dominata, dall’uomo, certo, non nata così. Ma il volto contrito di Laocoonte impotente, inascoltato, di fronte alla fine, è un monito. Una verità. Quanto mai attuale. Voluta dall’uomo, ma si può dire che l’opera ha di gran lunga oscurato l’artefice.
Roma, nel lontano marzo 2012
Le Radeau de la Méduse, Théodore Géricault
Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? , Paul Gauguin
Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich

Viandante sul mare di nebbia, Caspar David Friedrich

L’incantatrice di serpenti, Henri Rousseau
Teodora, mosaico absidale in San Vitale, Ravenna
Le déjeuner sur l’herbe, Edouard Manet

“[…] E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com’è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.”

—   Meriggiare pallido e assorto, Eugenio Montale

[…] Ora là, nella casa romita,
lo aspettano, aspettano in vano:
egli immobile, attonito, addita
le bambole al cielo lontano.


E tu, Cielo, dall’alto dei mondi
sereni, infinito, immortale,
oh! d’un pianto di stelle lo inondi
quest’atomo opaco del Male!

—   X agosto, Giovanni Pascoli